FAQ

Chi volesse porre nuove domande può scrivere a info@mma-italia.it e le più interessanti saranno pubblicate in questa sezione con la risposta del Presidente Saverio Longo.

Quali sono le differenze tra le MMA e le altre arti marziali e sport di combattimento?

Le MMA sono uno sport di combattimento nato con lo scopo di capire quali sono le arti marziali/sport di combattimento più efficaci e di creare combattenti completi ed esperti in ogni fase del combattimento.

A tal fine, le MMA hanno il regolamento di gara più semplice e permissivo tra quelli delle arti marziali e degli sport di combattimento. Quindi nelle MMA sono permesse le tecniche e i colpi di tutti gli sport di combattimento e rappresentano per questo motivo la forma di combattimento che più si avvicina a un combattimento reale.

Ad esempio, mentre gli atleti di sport di striking (boxe, muaythai, kickboxing, karate, taekwondo, ecc.) sono carenti nelle fasi di lotta e gli atleti di sport di lotta/grappling (lotta libera, lotta greco-romana, brazilian jiu-jitsu, luta livre, judo, sambo, ecc.) sono carenti nelle fasi di striking, gli atleti di MMA sono esperti sia nello striking sia nel grappling.

Quindi le MMA sono lo sport di combattimento più completo ed efficace che esiste perché hanno il regolamento di gara più permissivo e utilizzano le tecniche più efficaci di tutti gli sport di combattimento.

Quanto è importante combattere nelle MMA?

Combattere è la cosa più importante per migliorare in questa disciplina. La ripetizione di attacchi, difese e contrattacchi con avversari non collaborativi sviluppa quelle qualità fisiche, tecniche e psichiche che sono fondamentali per un buon combattente e che sono impossibili da sviluppare provando solo le tecniche con un avversario collaborativo.

D’altra parte, anche in sport non di combattimento il gioco e la pratica sono la cosa più importante per diventare campioni (i ragazzi che giocano a calcio tutto il giorno nelle strade brasiliane non hanno qualcuno che gli insegna la tecnica eppure diventano spesso dei bravissimi calciatori).

Quando una tecnica nelle MMA viene considerata efficace?

Una tecnica è generalmente considerata efficace quando riesce contro un avversario non collaborativo, ossia in un combattimento reale.

L’efficacia è comunque un concetto relativo: ciò che è efficace contro un aggressore ubriaco che pesa 50 kg e non ha alcun tipo di preparazione tecnica e fisica non è allo stesso modo efficace contro un combattente che ha una buona preparazione tecnica e fisica.

Chi pratica MMA studia solo le tecniche che si sono dimostrate efficaci in combattimenti contro avversari preparati fisicamente e tecnicamente e non perde tempo a studiare tecniche che riuscirebbero soltanto contro un soggetto molto più debole fisicamente e senza conoscenze di combattimento.

Ad esempio:

  • l’arm bar, il triangle choke, il rear naked choke, la ghigliottina sono tecniche efficaci perché risultano efficaci anche contro avversari preparati e si vedono infatti frequentemente negli incontri di MMA;
  • la maggior parte delle leve alle articolazioni delle braccia (spalla, polso, gomito) nel combattimento in piedi, che si studiano in tante arti marziali e sistemi di difesa personale-truffa, non si vedono mai, anche se sono permesse, in un combattimento di MMA perché sono tecniche inefficaci (anche se potrebbero essere efficaci contro una persona molto più debole fisicamente e che non ha conoscenze di combattimento). Purtroppo il mondo delle arti marziali e della difesa personale è pieno di insegnanti truffatori che si professano maestri di combattimento senza aver mai combattuto e che insegnano tecniche inefficaci facendo credere agli allievi che le tecniche che insegnano sono efficaci (ovviamente un maestro di arti marziali-truffa non dirà mai la verità ai suoi allievi ossia: “Questa leva al gomito nel combattimento in piedi è efficace solamente contro una donna che pesa 40 kg o contro un ubriaco che non si regge in piedi”, ma per confutare le sue affermazioni basterebbe provarle contro un avversario più forte e non collaborativo per rendersi conto che sono tecniche completamente inefficaci).

Grazie alle MMA è stato finalmente possibile rendersi conto di quali fossero le arti marziali e gli sport di combattimento veramente efficaci in un combattimento reale e quali fossero solo bufale vendute, spesso a caro prezzo, da impostori e truffatori che sfruttavano l’ignoranza e la credulità dei praticanti. Le MMA hanno quindi permesso di smascherare le arti marziali e i sistemi di difesa personale truffa che fanno credere che si possa imparare a difendersi senza combattere mai e in cui si insegnano tecniche di combattimento permesse ma non utilizzate negli incontri di MMA (ad esempio molte leve ai polsi o ai gomiti nel combattimento in piedi).

Le MMA sono un valido sistema di difesa personale?

Premesso che, per il principio “senza combattere non si può imparare a combattere”, tutte le arti marziali che non prevedono una forma di combattimento libero sono inefficaci per la difesa personale (ad esempio il krav maga, sistema molto pubblicizzato a livello mediatico ma completamente inefficace per difendersi e inidoneo a formare un vero combattente) e che il miglior sistema di difesa personale è quello che si avvicina di più ad un combattimento reale, è indubbio che, tra tutti gli sport di combattimento, le MMA siano quello che si avvicina maggiormente ad un combattimento reale.

Un atleta agonista di MMA di buon livello, rispetto ad atleti di altre arti marziali/sport di combattimento, è sicuramente quello che saprà difendersi meglio in un contesto di difesa personale proprio perché pratica la disciplina di combattimento più completa che esiste e che si avvicina di più ad un combattimento reale.

Riguardo alle migliori arti marziali/sport di combattimento per la difesa personale, penso che nella difesa contro un avversario non armato le MMA rappresentino il miglior sistema di difesa personale e al secondo posto metterei il BJJ/Grappling No-Gi (cercando di portare il combattimento al suolo il prima possibile e, molto importante, cercando di finire a terra sopra l’avversario). Invece, nella difesa contro due o più avversari non armati, in cui è importantissimo cercare di non finire a terra, il miglior sistema di difesa personale sono sempre le MMA, al secondo posto il sanda e al terzo posto uno sport di striking (i migliori sono la kickboxing, la muaythai e la boxe).

Tutte le tecniche delle MMA sono ottime per l’impiego nella difesa personale ma, a mio parere, le tecniche di MMA che derivano dal Brazilian jiu-jitsu/Grappling No-Gi hanno il vantaggio di permettere di neutralizzare un aggressore senza rischiare di provocargli danni fisici permanenti.

Un atleta esperto di MMA ha comunque sempre il dovere morale di mettere al servizio del prossimo le sue capacità fisiche e tecniche e il fine, in caso di aggressione, deve sempre essere quello di difendere se stesso o altre persone ma cercando sempre e comunque di salvaguardare il più possibile la propria e l’altrui incolumità fisica.

I corsi di difesa personale sono utili per imparare a difendersi?

Riguardo ai tanti “esperti” di difesa personale ma completamente privi di esperienza negli sport di combattimento, ritengo sia ragionevole diffidare di chi pretende di insegnare a combattere senza essersi mai realmente confrontato in un combattimento. Questi “esperti” di difesa personale spesso riescono comunque a promuoversi grazie alle proprie capacità comunicative e di marketing e a un’utenza suggestionabile e del tutto ignorante in materia di difesa.

Ma come può insegnare a difendersi un istruttore che non si è mai confrontato realisticamente con un avversario non collaborativo, realmente intenzionato a colpirlo, metterlo KO o sottometterlo? Come può una persona che non ha mai combattuto insegnare agli altri a combattere?

In qualsiasi altra disciplina, una situazione del genere apparirebbe assurda. La logica è elementare: chi non ha mai praticato una disciplina non può insegnarla. Chi non ha mai nuotato non può insegnare a nuotare, chi non ha mai combattuto non può insegnare a combattere. Vi fareste mai insegnare a nuotare da una persona che non ha mai nuotato? Ovviamente no. E allora perché dovreste farvi insegnare a difendervi da qualcuno che non si è mai confrontato realmente con un avversario non collaborativo?

Quindi, non fatevi abbindolare: prima di iniziare un corso di difesa personale, informatevi sull’esperienza concreta dell’istruttore. Chiedetegli se ha mai praticato uno sport di combattimento a livello agonistico e, in caso affermativo, quale disciplina abbia praticato, per quanto tempo e con quali risultati.

Inoltre, agli studenti di difesa personale e a tutti coloro che sono interessati a imparare a difendersi, ricordo sempre un principio fondamentale: SENZA COMBATTERE NON SI PUÒ IMPARARE A COMBATTERE (che, tra l’altro, è il motto di MMA ITALIA). Non allenarsi mai con avversari non collaborativi non permette di imparare a difendersi davvero. Per imparare a difendersi bisogna combattere, bisogna lottare: non c’è altro modo per rendersi conto di quali tecniche siano realmente efficaci e per costruire un’esperienza solida, anche dal punto di vista emotivo e psicologico, che ci permetta di sapere come reagire in caso di aggressione.

Per questo, se l’obiettivo è acquisire capacità concretamente utilizzabili nella difesa personale, il modo più efficace per svilupparle è allenarsi regolarmente contro avversari non collaborativi, attraverso le MMA o altri sport di combattimento che prevedano sparring e confronto agonistico.

Quanto è importante la preparazione fisica per la formazione di un atleta di MMA?

La preparazione fisica è fondamentale in tutti gli sport di combattimento. Allenarsi con i pesi, correre, nuotare, arrampicarsi e svolgere altre attività possono rappresentare validi strumenti complementari nella preparazione di un atleta di MMA; tuttavia, per diventare un buon combattente, la maggior parte delle energie fisiche dell’atleta deve essere impiegata nel combattere. Il combattimento è infatti il modo migliore per forgiare fisicamente, psicologicamente e tecnicamente un atleta.

Nelle MMA è necessario svolgere attività dilettantistica prima di combattere con regolamento PRO?

Per un atleta di MMA non c’è l’obbligo di svolgere attività agonistica a livello dilettantistico prima di combattere con regolamento PRO. È però cosa saggia far iniziare la carriera agonistica di un atleta di MMA con incontri dilettantistici. Come in tutti gli altri sport di combattimento in cui è presente un regolamento per dilettanti e un regolamento per professionisti, e in cui la quasi totalità degli atleti inizia l’attività agonistica con il dilettantismo per poi passare eventualmente al professionismo, anche nelle MMA infatti l’attività dilettantistica è necessaria per la formazione dell’atleta, per affinare la sua tecnica, per fargli fare esperienza con un regolamento che lo tuteli maggiormente e per portarlo gradualmente a combattere con regolamento PRO (con meno protezioni e un regolamento più permissivo). D’altronde, se in altri sport di combattimento come boxe, kickboxing o muaythai, un allenatore portasse un atleta dopo un anno di allenamento a combattere con regolamento da professionista, sarebbe sicuramente considerato un incosciente. A maggior ragione nelle MMA, che è uno sport di combattimento ancora più completo, dovrebbe valere la stessa regola.

Perché un ragazzo oggi dovrebbe iniziare a praticare le MMA?

Le MMA, oltre a rafforzare la volontà e il carattere dei ragazzi e a dare loro maggiore sicurezza e fiducia in sé stessi, migliorano il loro equilibrio psichico aiutandoli a vivere in armonia con se stessi e con gli altri e quindi a rapportarsi meglio con le altre persone. Inoltre sono uno sport che calma i caratteri agitati e aiuta a scaricare l’aggressività. Io credo nella grande potenzialità del contatto fisico con l’avversario che ci aiuta a superare fobie, blocchi psicologici e insicurezze caratteriali e a scaricare le nostre pulsioni negative.

Non è poi da sottovalutare il fatto che con la pratica di questa disciplina si ottiene un “fisico da spiaggia” divertendosi, poiché questo sport è tra i più completi e formativi per un giovane.

Inoltre, in una società in cui sono diffusi disvalori come il culto della vita facile, il conformismo, la mancanza di rispetto per il prossimo, l’intolleranza e la falsità, le MMA possono trasmettere agli adolescenti valori sani come il coraggio, la tenacia, l’osservanza delle regole, la lealtà, la disciplina, l’uguaglianza nelle opportunità, la meritocrazia, la solidarietà e il rispetto dell’avversario, educandoli alla convinzione che i risultati nella vita si raggiungano attraverso la dedizione, la rettitudine e il sacrificio.

Infine, praticare le MMA è divertentissimo, ci fa tornare bambini scaricando in modo innocuo e sicuro la nostra aggressività e dà spazio alla nostra creatività.

Le MMA possono essere praticate anche dai bambini?

Certamente. I bambini con questo sport sviluppano il rispetto verso se stessi e gli altri, acquistano maggiore sicurezza e autonomia, riducono la violenza e il bullismo, cominciano ad apprendere i propri limiti spaziali, corporali, emotivi e sociali, riducono l’iperattività e rafforzano il carattere.

Le MMA hanno una funzione educativa?

Questo sport, a mio parere, ha una grande funzione educativa. Tanti giovani hanno un’esuberanza, un’irrequietezza, un desiderio di confronto e di sfide adrenaliniche, una tendenza a compiere gesti trasgressivi che sono naturali in quella fase della vita. Si tratta di pulsioni naturali alla loro età, che non devono essere represse ma convogliate in attività lecite e sane.

Queste pulsioni possono portare i giovani a forme di devianza come l’abuso di alcol e di droghe, la violenza (ad esempio il fenomeno degli ultras), la commissione di atti criminali.

Inoltre, alcune organizzazioni politiche estremiste e le organizzazioni criminali spesso cercano di convogliare in modo opportunistico questa esuberanza giovanile.

La grave responsabilità della società e dello Stato consiste nel non comprendere questo fenomeno e abbandonare i giovani facendoli diventare facile preda di queste organizzazioni. 

Il segreto, invece, è non reprimere questo grande fuoco che arde dentro di loro ma incanalarlo nella giusta direzione con questi sport che, oltre a permettere di sfogare liberamente le pulsioni dei giovani, li allontanano dalla strada, dalla droga e da una vita indolente e dissipata e, al contrario, li educano a uno stile di vita sano e regolato e trasmettono loro un’etica e valori sani. Le MMA insegnano a mettersi sempre in gioco, a non arrendersi, a spingersi sempre più in alto dando il meglio di sé. Inoltre, le MMA insegnano ad aiutare, difendere e proteggere i più deboli.